Il canto della cicala
Pasquale Farallo
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Quando la canicola vien giù
e il mar ne assorbe il più
allora odi strider tra le aiuole
fin che il giorno arder suole
Colei che in canto spezza,
nel dì che le dà ebbrezza,
i suoi tormenti e il suo candore
ascosa tra i ramoscelli in fiore.
Ella è nel cuor sì lieta e fiera
di mandare a tutti, e all’aura intera
senza mai pensare a sè, né al tempo e l’ore
il suo effimero e intenso canto d’amore.
Come ogni dì solerte la cicala
seguitando il canto sbatte l’ala
finché fatica coglie il suo dolore
ed ella infin per ciò ne muore
Così, pervaso dallo stesso ardore
dal mio balcone, tra i fior dall’intenso odore
invio contento, al mondo intero
un dolce intriso canto, e spero
Che coglierlo saprà soltanto
colei che inteso avrà quel tanto
ché d’ella amor in cuor v’è sempre stato
e sempre vi sarà, finché lume agli occhi mi sarà dato
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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