Capolinea
elena rapisa
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Dove mai ci portò quel viaggio
percorso con mani allacciate
in una primavera che pareva eterna
L’amore ci rendeva invincibili,
mentre navigavamo le notti
creando nuove dimensioni di gioia
La brama di noi ci toglieva il fiato,
il corpo mio si faceva poema alle tue carezze
mio delfino guizzante, spiaggiato su me
che ora su una rena fredda si disfa come ricordo
senza più canto di spuma e biancore di luna
Sul molo che va colmandosi di nebbie
la solitudine tende le braccia offrendomi rifugio
tu sei già lì, al capolinea in attesa
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Francesco Rossi3 settembre 2017
nuove dimensioni di gioia, un poetare che evoca e che lascia ampio spazio di percezione al lettore.

