Misero compendio
Mi rimane appiccicata
come colla densa
la mitica incrollabile
l’ostentata e cieca
la più vulnerabile
appagata creatura.
E’ accanto al mio istinto
funesto astio rabbioso
che un cane assetato
non è un paragone
di tempo rivoltoso
al misero compendio
dell’illustre maestro antico
mai rispettato.
Mi unge le mani
di furiose e gravide
le uniche terrene meraviglie
del fulcro penoso al vado
che di secondo fine speme
quel vantaggio adulato
sempre incomprensibile
la rotta del navigante.
Ora chiude gli occhi
accellera il vento
mette alte le vele, vola
con il suo impulso intrigante.
Vigile mania di tacere
troppo spesso quando
il simile diventa
uno spettro di tenebre oscure
in un viaggio a nudo
nell’anima sapiente del pensionato
lì muto a rimembrar
l’alito di allora e la forza
innata contro l’assoluto.
©
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