La lavatrice

Ruota e gira lentamente
il mio vestito corallo
dietro l’oblò di un mare fatto di metallo.
Turbina gorgogliando la lavatrice chiusa
come i lamenti di un gatto quando fa le fusa.
È simile al ritornello di una ninnananna
mescola i colori di una vita
che sa di aceto e panna.
Mormora ripetitivamente
spazzando via
le macchie di questa storia mia
con l’ammorbidente
con il detersivo a quaranta gradi
in piccoli vortici d’acqua che paiono tornadi.
Non amo i lavori domestici
ma lei mi ha sempre affascinato
per quel profumo di sapone
che acquista il bucato
dopo che la massaia lo ha steso al sole
mi ricorda la primavera, le foglie e le viole.
Mi rammenta che anch’io sono solo vapore.
Sono solo gocce apparse sul vetro appannato
Sono solo bolle, che il vento seco ha trascinato.
Sono il canto monotono di una contadina stanca
di una tovaglia che torna
ad essere bianca.
©
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Commenti (1)
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e
emiliapoesie3918 settembre 2017
bella, divertente, simpatica e profumata come il bucato che ne esce... elogio... brava...