La sfida

Voltavi gli occhi,
odorando fiorentine orchidee.
Nel manto volta vespertina.
Eri lì, mi aspettavi
scortando l’esausto piede
intinta nell’ombre laconiche.
Macchiavi scarlatta bocca,
tronfia di trionfo.
Alcuna t’è rivale.
Amante, amata nostra.
Sacerdotessa d’occulti templi.
Compagna di vita.
Nella bruma vivi,
Dell’oblio sei signora,
Dell’egotismo madre.
Rimembro, ti vidi
simil a baleno d’un faro
Immersa in burrasca.
Cercavo mani propizie,
trovai la tua
nuda, inerte.
E, dimmi come fai
a patir lo sprezzo,
a trovarmi senza cercare.
Sarò nemica di me stessa
se di me ormai, Solitudine,
hai fatto tua propizia.
Ti sfido al crepuscolo,
scaglia la tua aguzza carta,
la mia è nella manica.
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
Commenti (1)
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Francesco Rossi22 settembre 2017
Si deve prestare attenzione all’aspetto semantico, la poetica propone intimo e dirompente nell’espressione se la si legge ad alta voce. Altrimenti io credo di non facile interpretazione.

