Due cattivi cuori
La nottata per la bianca Luna,
(con un condono bruto come per un ago nella propria cruna)
decisa, quasi moralmente lasciva... s’avvicina,
gelosa del Sole giornaliero,
esposto nel "dopo" poi (esso) austero,
come orgoglioso, allestito in una specchiata vetrina.
Non si sopportano a vicenda, come in una straziata novella,
trafiggendosi, pugnalandosi (irati)
come con due lance dalle punte fulminanti;
ed a ciò non schivi, presero ad ostaggio (a ciò) una mingherlina Stella.
Vorrebbero esser assiduamente solitari,
a dominare il Cielo dagli alti stadi,
però dal clamore spazioso, non usuale ad essere radi.
Ove non persiste (indenne) l’innocua Stelletta,
sì, a ciò dimessa, remissiva, sola soletta,
ferita nelle sue luci ora però sparite, spaurite
e piangenti, poco prima impoverite, indebolite...
non prive di mali e non essi occasionali.
(essi) Astri, pur loro Pianeti, maligne Stelle dilanianti, catastrofiche...
fecero deperire la minuziosa Stelletta;
grazie ai loro smisurati, perversi danni,
con una forcata di Lampi, conformi da già miliardi di anni,
ad una scabra rivalità, poi inviperite in ciò allegoriche,
ed ella, (la rivalità) pur turbolentemente maledetta...
Ciò con l’auspicio di tanti round,
finiti a ko. dopo uno strambo balletto dal truce sound.
Da pugili quivi inventati, fantasticati...
però come reali, alle sponde
di tanti set, di tante sonde
di botte al tappeto, accasciati.
E non vi fu un funerale per la povera Stellina,
messa al bando da un caso ancestrale e non in sordina.
Sì! Poi da una guerra dal vano perdono (a lei) non china.
E quei due cuori sgradevolmente, inesorabilmente cattivi
(cioè parlottando abominevolmente del Sole e della Luna)
dopo tanti, dissacranti dissapori ostili;
morirono meritatamente e con una bruta postura.
Poi inghiottiti da un Buco Nero,
(arrabbiato per la morte della Stella)
esso pregò solo lui per ella.
Quest’ultima innocente e un tempo assai bella;
nei versi di ogni, pur ambiguo, ma congruo velo di vero.
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L'autore
morini lorenzo
Sono Lorenzo Morini nato a Novellara nel 1971. Da molti anni scrivo poesie,faccio pittura e sono appassionato di musica. La mia filosofia di vita è paragonabile a un ritornello acquisito da una canzone dei Nomadi:"Sarà come il tempo vuole". Significa,a mio avviso,vivere nel presente in sintonia con i ritmi lenti del
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