Come edera

Al calar del giorno
eravamo lì,
ove il mare s’incupiva
sopprimendo minute orme.
Il ritmo del silenzio
maestoso ed elegante
ci annegava empio,
nella crema delle onde.
E poi, verbi affollati
di fanciullesche perversioni.
Di vergognosi peccati.
Di melliflui crimini.
Su quel tronco
sporco di conchiglia
s’imparava la vita,
si confessava l’amore.
Sconosciuti per nascita.
Fratelli di petto.
Uniti con le mani
più dell’ edera ribelle.
il mio strepito mai solo
del tuo eco, tra
cime spigolose d’afflizione.
Tu per me ardito cavaliere!
Ho viaggiato
Per abbronzate lande,
Nell’aroma speziato d’ Oriente
Nel pallido mesto oro glaciale.
Lontano da te
Il cuore muore.
C’è pioggia di sale
sulle tue gote?
E dimmi perché,
Il mio volto di mostro,
Il mio zelo d’ombra,
non ti spaura.
Devoto Amico mio.
Siamo ancora qui,
Ove il mare s’incupisce
sopprimendo cresciute orme.
©
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
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