Oltre l’apparenza
Roberto Pozzi
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Neanche tu eri così diverso,
appartenevi alla massa di ciechi
che non vedeva oltre l’apparenza.
Pur essendo stato molto convincente
a nascondere la tua angoscia,
l’auto imposta panacea dei sensi
non ti aveva restituito la serenità,
anzi la confusione più totale
continuava a rovinare
il tuo fragile equilibrio.
ll tuo insensato appello
per la mia approvazione,
le mie intime confidenze
non ti avevano salvato
da te stesso
e dalle tue paure.
Io ero sempre invisibile
ai tuoi occhi accecati
dai tuoi stessi pregiudizi,
il tuo gentile cuore
era perennemente bloccato
alla tua ultima storia,
un doloroso lutto
da elaborare
e troppi recenti ricordi
ancora da sotterrare.
Non mi avevi
veramente compreso,
oltre l’invisibile muro
del mio cristallino,
le facili deduzioni
della tua inquisizione
non ti avevano svelato
gli oscuri segreti,
avevano fabbricato
inspiegabili sospetti tessuti
nella tua impenetrabile armatura
a difesa della prossima delusione.
Non eri mai riuscito
a leggermi,
ad avvicinarti
al mio vero essere,
immobile dinanzi
ai miei tenebrosi occhi
ti eri fermato
all’evidente facciata
del mio burrascoso passato
per non scoprire chissà
quale scomoda verità.
La ristretta visione del mondo
aveva distorto la mia innocenza
rovinando senza rimorso
anche le ultime vestigia
del mio insito romanticismo.
Non avevi quindi mai sentito
il mio cuore pulsare per te,
nella tua mente
mi avevi già conosciuto
personificando il solito
specchio disincantato
che rifletteva soltanto
quella costruita falsità,
il tuo infondato pensiero
sul enigmatico io
ti aveva imprigionato
nel tuo più profondo
ed intoccabile sé!
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