Alta marea fra le mura di carta
Strozzato, il serpente dorato,
per un orgasmo bianco e vacuo,
ora mi mangio i panni,
perché il resto non posso digerirlo.
ho cercato la mia anima,
ma è troppo lontana,
dalle mie mani.
come punizione:
vivo nel limbo,
della maniacale persecuzione.
poi mi dicono di mangiare,
e io rispondo
che non ho fame.
poi mi dicono:
vivi e lascia vivere.
e io mi chiedo ma che vogliono?
perché sto vivendo?
perché non sto facendo vivere?
io me lo chiedo...
ma poi tutto si eclissa.
non vedo più il sole.
solo la mie mani, che battono nel vuoto.
applaudo i monsoni.
loro mi dicono,
che non son degno.
©
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Commenti (2)
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Zima12 novembre 2007
una poesia interessante, intensa, anche con immagini originali che lasciano il segno. io però non capisco tutta quella parte ”poi mi dicono di mangiare... io me lo chiedo”, questa strofa è più uno sfogo dell'autore che storpia la poesia e che potrebbe essere tranquilalmente eliminata (a mio modestissimo e opinabile parere) ...
M
Morpheaemozionale15 novembre 2007
vivere nel limbo... ne so qualcosa... mi è piaciuta
