Akragas ultimo amore

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Riletta volentieri, è molto bella... complimenti (Sara Acireale)
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un ritorno a tempi remoti quando la corruzione non avevva preso piede, quando l’abusivismo non distruggeva la natura, una città meravigliosa ormai nel vortice della mala politica, come dice il bravo auore apprezzamento sincero per questa bella opera
Ancora una volta il bravo poeta, con versi eleganti, ci propone in chiave epica fatti storici e situazioni odierne seguendo la tradizione della poetica civile. Complimenti!
Ancora una volta il bravo Autore, con la solita maestria e la grande conoscenza storica, propone al lettore un altro componimento che riguarda l’antica città di Akragas fondata dai Gelesi e distrutta dai Cartaginesi. L’attuale Agrigento poi, come si afferma nella nota, è distrutta dalla mala politica e dall’abusivismo edilizio. Noto in questi versi, ben stilati in terzine scorrevoli e piacevoli, il suo grande amore per i luoghi a lui cari. Un elogio sincero e cordiale.
Troppe cose negative hanno portato la bella Agrigento verso la rovina... e piange lacrime sincere il sensibile cuore dell’autore per tutto questo.
Poesia storica che il bravo autore ci fa conoscere e disfunzioni di una città molto bella, ma messa a soqquadro da una classe politica poco attenta, soprattutto nell’ultimo trentennio. Ormai l’amor patrio non esiste più, si pensa solo a far gonfiare ulteriormente il proprio portafogli.
Anch’io (come il Poeta) vorrei un po’ di etica, un po’ di onestà e una miscela di consapevolezza e di vera politica. Ahime! È improbabile che l’etica, l’onestà e altri valori fondanti possano più fare parte della politica della mia bella Sicilia. Agrigento è piena di bellezze naturali ma anche di arte e di storia..."Agrigento è ora alla frutta" scrive con amarezza il Poeta e la colpa è dei politici locali incompetenti ma anche della gente che li vota. Quando l’acqua corrente (che è un bene primario) ad Agrigento arriva circa ogni dieci giorni o più, siamo veramente messi male. La gente, comunque, sembra rassegnata a questo andazzo e non prova nemmeno più a ribellarsi, ad alzare la testa contro i prepotenti. Così non si può andare avanti.
Quanto rammarico, per una città storica come Agrigento. Il poeta denuncia, come un grido d’aquila, la noncuranza da parte della classe politica. Elogio al poeta.
Abusivismo, malaffare, mafia e politica corrotta hanno distrutto e quasi cancellato tutte le bellezze della nostra amata Sicilia... in questa Opera l’autore sfoga la sua rabbia per l’amata Agrigento... nei versi l’amarezza è chiara ...con versi armoniosi ed efficaci l’amore per la propria terra si eleva e le sensazioni si trasformano in Poesia... complimenti sinceri







