Elisir d’amore

Non ti penserò gioiello di carta,
se di questo hai bisogno
farò dell’ombra la mia veste,
gli occhi di nuvola.
Non sfamerò la bocca rubino di te,
sarò come fiore vermiglio d’inverno
pronto a tuonare,
nel firmamento cobalto.
T’ho atteso sguardo topazio,
labbra scarlatte, pietra di sole.
Ingannando il libidinoso tempo,
con fare lezioso di donna.
Assedierò il tuo cuore
Nascosta in un ricordo soave,
in quel profumo salace
di beatitudini lontane.
Senza bussola liscerò il mare,
sarò sua scaltra alunna.
Navigherò la dolce anima tua,
predandola come altero pirata.
Siano queste ciance di perla
Elisir d’amore per il tuo orecchio.
immergiti in queste pupille ammaliate,
chiuderò le accorte palpebre.
Sarò bramosa prigione senza varco
mio immenso amore.
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
Commenti (2)
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Rossi Alessio30 settembre 2017
Direi che, anche se a mio parere la poesia risulta a tratti forse troppo descrittiva, ci sono numerosi spunti interessanti. Quinta quartina davvero bella. Nel complesso, mi piace
Francesco Rossi30 settembre 2017
Non la trovo per niente descrittiva, anzi poi in quel ingannando il libidinoso tempo mi pare che nulla sia descrittivo, anzi il lettore può entrare in questa dimensione apportando le sue peculiarità, piuttosto credo che l’autrice dovrebbe stare attenta all’uso delle maiuscole, mi domando: perché dopo la virgola si riprende con la maiuscola?


