Vita
La porta era chiusa, non hai voluto bussare.
Hai saltato i recinti della memoria,
torto la cancellata dei passati.
E venivi avanti. E portavi salute.
Si esauriva in un bacio di gravità profonda,
l’entropica brezza,
succhiata via dalla voragine del nuovo.
Si fermava come impigliata
nella terra smossa e verde.
Nell’assoluto della tua essenza.
Là sprofondava un maniero,
là un prostilo lasciavi,
col timpano bene in alto,
all’aria inscalfibile ed eterno.
Io tremavo per risorgere presto.
Mi risvegliavo e ritrovavo il silenzio.
Il senso del tutto. Il pieno respiro.
Oh sciabola di luce che hai messo a tacere il mondo!
Ti sintonizzi la materia! Ti benedica l’universo!
Con l’implosione elegante che tutto ricompone,
hai schiuso i gusci del rimorso,
stanato l’inquietudine e diboscato l’anima.
Fremevi per farlo. Cocciuta
e ti è bastato un soffio di pioggia, un tocco di sole.
Passione sapiente che non perde occasione.
Gloria dei venti e mistero dei mari.
©
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