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Poesia 12 ottobre 2017 · lettura 1 min · 1028 letture

Privazione

elena rapisa 602 poesie pubblicate
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Inclemente quella voce, ostinata, che incubo pare o eco, risonanza o invocazione, da dove erompe? Cuore, per altro mai arreso offerto quale capro espiatorio a sogni soffocati, inesorabile paradosso che collega fisionomie alla memoria tuttora così consolatorie . Salgo faticando i conclusivi gradini che il tempo ha limato pietre angolari del vissuto il respiro aspro, i battiti accelerati e tu sospeso nell’oasi ora incolta deturpato rifugio al nostro germogliare. Nulla rimane se non la privazione e quel silenzio che la rende essenziale
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L'autore
elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Commenti (1)

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Francesco Rossi12 ottobre 2017

Risonanza o invocazione, io credo che in questo contesto poetico introspettivo non conti il dualismo ma la sostanza, in questo caso il cuore mai arreso che diventa cifra stilistica.