Privazione
elena rapisa
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Inclemente quella voce,
ostinata, che
incubo pare o eco,
risonanza o invocazione,
da dove erompe?
Cuore, per altro mai arreso
offerto quale capro espiatorio a sogni soffocati,
inesorabile paradosso
che collega fisionomie alla memoria
tuttora così consolatorie .
Salgo faticando i conclusivi gradini
che il tempo ha limato
pietre angolari del vissuto
il respiro aspro, i battiti accelerati
e tu sospeso nell’oasi ora incolta
deturpato rifugio al nostro germogliare.
Nulla rimane se non la privazione
e quel silenzio che la rende essenziale
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 ottobre 2017
Risonanza o invocazione, io credo che in questo contesto poetico introspettivo non conti il dualismo ma la sostanza, in questo caso il cuore mai arreso che diventa cifra stilistica.

