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Poesia 13 ottobre 2017 · lettura 2 min · 585 letture

Ritorno al paese

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Sono tornato a rivedere i luoghi ove fanciullo mossi i primi passi e trascorsi la prima giovinezza in mezzo alle colline mugellane. Ho passeggiato nella vecchia via del paese e ho cercato la mia casa con il suo orto ove facevo sogni racchiuso in quel minuscolo universo. Appena appena l’ho riconosciuta ma cambiata, non era più la mia magione amata e piena d’un sognare che sempre ho ricordato nella vita. Allora si poteva camminare anche in mezzo alla strada, mentre ora passano le automobili in gran fretta e il marciapiede poco rassicura. Le colline all’intorno son le stesse ma non hanno il sapore di quel tempo quando nell’orto mi sedevo all’ombra d’estate del diospero frondoso e immaginavo un mondo d’avventura leggendo di pirati e di abbordaggi nei libri di quel Salgari famoso per le sue fantasie piene d’incanto. Ho lasciato il paese in delusione sperandovi trovare il sogno antico, fredda la casa, piccolo quell’orto che ho scrutato fra i ferri d’un cancello. La macchina saliva Pratolino e un’amarezza tanta nel mio cuore m’aveva provocato la visione d’un paese che in mente ancor tenevo con gli incanti fatati di quel tempo quando coi familiari convivevo senza rendermi conto che la vita ha un termine, son tutti al cimitero. Scollinata che ebbi poi la vetta m’apparvero le luci di Firenze e ritornai nella realtà attuale. L’antico sogno era di già scomparso.
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (3)

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A
Antonio Terracciano13 ottobre 2017

Tutto cambia lentamente sotto i nostri occhi e, se il cambiamento di ciò che vediamo ogni giorno è quasi inavvertibile, quando abbiamo l’occasione di rivedere dopo tanto tempo un luogo amato quasi non lo riconosciamo più, perché le differenze rispetto al passato si sono accumulate e piombano tutte insieme nella nostra mente (non accade la stessa cosa, ad esempio, anche per le persone riviste dopo tanti anni?) : questo tema è trattato da Lorenzo Crocetti con la sua solita lucidità poetica, in perfette e linde quartine di endecasillabi.

alias Marina Pacifici13 ottobre 2017

Versi che nella rievocazione, colma di nostalgia, per l’infanzia ed i sogni fanciulli, mi hanno ricordato con dolcezza "Romagna" del Pascoli, anche nella memoria dei cari genitori che ora riposano all’ombra del cipresso. "Ma da quel nido rondini tardive, tutti tutti migrammo un giorno nero. Io, la mia casa è or dove si vive, gli altri son poco lungi in cimitero". Il ritorno al borgo nativo delude il Poeta. La soavità dei ricordi sfuma come bruma d’autunno al sole. Non ritrova nel paese fra le colline la gioia bambina perduta e consolazione è per lui tornare alle calde luci e alla vita di Firenze.

L’Appennino, salendo da Fiorenza verso la Futa, certamente acclama la parte chiara, che nel cor s’addensa... siamo esuli dal Ciel, Che le alme chiama.