Di ogni amore poi cosa rimane
Hariseldom
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Vagabondo era il vecchio del porto
gli davano pesce avanzato
vino acetato
e pane raffermo.
Ma lui a tutto era grato
e una canzone lasciava sempre sul prato
dove i gatti mangiavano i suoi avanzi
e la luna lucidava le sue vecchie scarpe.
Cantava di un amore avariato
di untempo in cui lui era avvocato
della sua casa al mare
dei suoi figli andati con la madre.
Nessuno credeva alle sue parole
solo un pescatore tunisino lo ascoltava
attento gli chiedeva cosa rimanesse di un amore
di unamore dopo che era passato.
Il vagabondo sorrideva e poi pisciava
dietro il cartellone della cucina a rate
bagnava anche le sue scarpe
che l’erba poi puliva.
Di ogni amore rimane prima il desiderio andato
poi il dubbio ti prende se sia davvero stato
poi il ricordo diventa nebbia
che solo una canzone può risvegliare.
Perché l’amore è il grande inganno
quello che Dio lasciò ai poveri
per farli stare buoni
e non ammazzare mai il tiranno.
Il pescatore allora piangeva
mentre dalle reti togleiva i granchi
con il suo martello assai leggero
piangeva e ricordava sua madre.
La costa era lontana
di quella terra assai lontana
dove una donna cadde dentro il mare
con un figlio mai conosciuto.
No vagabondo ci sono amori
che non passano mai nella nebbia
amori che il mare può strappare
ma che tornano sempre ogni notte.
Ma il vecchio era già via
con il suo vino avariato
le scarpe sporche di quel piscio
e con quei denti neri di grasso e nicotina.
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Hariseldom
Commenti (1)
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e
emiliapoesie3916 ottobre 2017
ho letto commossa ogni verso e l’ho trovato degno di nota e di insegnamento di vita... ci sono amori che finiscono nella nebbia, ma ci sono amori che risorgono con ogni alba. complimenti all’autore.
