Nella notte di candida luna
Giovanni Chianese
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Nell’alcova d’ardenti moine
sono ancora ad illudermi
quando tu m’appari come l’alba
tra le stelle di una notte
all’insonne di candida luna
Luce è la sfera d’antichi ricordi
tra mura d’incallito desiderio
che nei miei occhi penetrando
cecità svanisce
al sol che muore tra le stelle
Nel sedare solitudine
ossessionante tu m’appari
al pensiero di riaverti accanto
nel grigiore d’inguaribile mia tristezza
E quando tu mi rinvieni
col quel sorriso di labbra
al sapore di vaniglia
ancor tuona il turbine della passione
nell’invaghir ragione al bacio
Ma che ancor più fortemente duole
addolcendo quest’immane solitudine
allo specchio illusorio che muore
annunciando l’apatia dei giorni morenti
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (2)
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carla composto18 ottobre 2017
una luna che richiama ricordi lontani d’amore mentre la solitudine si fa sentire ...delicatissimi ed intesi versi plauso al poeta
Francesco Rossi18 ottobre 2017
Poetica finissima e in quel sedare la solitudine tutta la forza interiore per poter ancora trovare momenti di conforto nell’apatia dei giorni morenti come ha scritto originalmente l’autore.


