Pensieri in un declinante Ottobre
Il giorno ormai declina e già la sera
diffonde le sue ombre e il suo torpore
e dell’Ottobre col suo caldo sole
son ultime le ore.
L’astro morente ha un palpito di luce
mentre scompare fra colline verdi
e spettacolo è dentro d’ogni cuore
che ammiri e non lo perdi.
Lontano nella valle una campana
chiama al vespro serale gli abitanti,
v’è intorno un’atmosfera calma e quieta
di sensi riposanti.
Diffusi nella valle circostante
s’accendono le luci ai casolari
ed al desco si appresta poi ciascuno
assieme ai propri cari.
E si passa in rassegna la giornata
raccontandoci i fatti di quel giorno
mentre scende nell’animo la pace
nel serale ritorno.
E poi c’è chi racconta le avventure
più varie con la sua loquela esperta
ed i bambini stanno ad ascoltare
attenti a bocca aperta.
La strimpellata mia andrebbe bene
scritta cent’anni fa, era ormai persa,
ma fa ridere tutti di gran gusto
in epoca diversa.
Più non s’ammira il sole che tramonta
e neppur s’ode il suono di campana,
si corre al desco ma non si ragiona
la partita è sovrana.
Il piatto non si guarda e non si gusta
con gli occhi fissi alla televisione,
il sapore d’intingolo scompare
e si segue il pallone.
La partita è finita, ha vinto l’Inter
ma l’animo rimane desolato,
siamo rimasti estranei l’uno all’altro ...
e nulla s’è gustato!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
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