Ode alla notte
Oh buio violaceo
che aggredisci i miei pensieri
sdraiati su lettighe
fatte di sogni,
ti supplico,
stanotte non azzannar
tra i tuoi denti astrali
la mia psiche.
Lascia correr ben oliate
le palpebre sulla nera iride,
scacciando l’insonnia,
invitato indesiderato.
Oh tenebra,
che avvolgi le mie dita,
avvinghiate alla penna,
cercando di strappare il loro abbraccio
dalle malinconiche lettere
che fluiscono scricchiolanti
sul poroso foglio,
lasciami amare ancora per un po’ la poesia,
che ormai straborda,
mare in tempesta
a scrostar le pareti di un antico faro.
Mentre scrivo ciò,
tu ti beffi di me,
sogghigni,
spingendo il mio pensare
nel blu circolare di cupe paranoie.
©
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Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa19 ottobre 2017
mi piace l’atmosfera cupa e maledetta, la scelta accurata dei vocaboli, il finale molto ben suonante. B e l l a poesia.
