Cattiva Nomea
Mai pace quando per sfortuna
s’entra nel vortice, voci di popolo
a dar forza a cattiva nomea
Dissi d’aver sparato un fagiano
ma a poca distanza
era morto un foggiano
bastò l’assonanza e fui arrestato
Rivendicai al Giudice Rizieri Pece
a lungo e a gran voce il manico mio della zappa
e ignaro allo stacco vocale
tra nome e pronome, arcigno mi spedì
celere, al manicomio
Azzitti mia moglie petulante mi chiamava,
ero in cantina, dissi scocciato ho da fare, tiro vino
e mi denunciò per maltrattamenti
In tribunale mi chiesero dov’ero in quella data
al che risposi, infasciavo canne al canneto
e m’arrestarono per spaccio di droga
Al vanto tra amici di capire d’economia
d’aver studiato a scuola con acume
nei dettagli le banche,
dal balcone il maresciallo m’accusò
di progettare rapine
-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!