Limite d’amore

Non mi fermerò nei tuoi cortili di ghiaccio
zaffiro grezzo nato da rosa.
Muto orecchio
che il suono del rumore insegna.
Lo so.
Forse sono solo fiocco di cielo
e nelle calde mani di un bambino
la mia vita si assopisce
se poi con gli occhi faro luccicante
mi indichi la strada
no,
non posso fuggire per isole sperdute.
Vivi nelle onde saporite
nel sale increspato che s’addormenta
oltre la pelle.
Naufrago senza accorgermene
per riemergere sirena
affamata verso le tue ossa.
E canta mare!
Colora la notte ebano con me,
imbrunisciti l’anima.
Nello stomaco urne di silenzi
prendono il posto di ballerine farfalle,
la tua distanza si disegna come viandante
perso tra le strade dell’Oriente.
Ed ogni pesco che nasce
è un pensiero che tra le braccia ramo cingi,
attraversa le mie vene con sedotta ironia
parlami senza parole.
Lacrima l’anima mentre l’iride ride
Sono fragile cristallo vestito da diamante
non mi spoglierò per te
non vedrai il volto pazzo dei miei tormenti.
Nel confine dalle ciglia di pavone
trovi l’acqua come lupo nel deserto,
il labbro ora incerto da smerigliata conchiglia,
accenna perle d’avorio.
Il tuo odore resta nelle narici di spugna
Il profumo muore tra le dita dell’aria.
C’è un limite all’amore
ed è solo la paura.
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
Commenti (1)
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maria grazia savonelli16 novembre 2017
molto ben costruita ma un po ‘ lunga, per me andrebbe abbreviata
