Il freno del diverbio (L’amicizia)
Giovanni Chianese
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All’intrigo di lancinante offesa
ove collisione d’intenti
non ha barlume di speranza
io mi assurgerei a supernova
tra le tenebre del diverbio
affinché dell’efferato neurone
il crogiolo pacificante
sgomento intorpidisse
Così all’orizzonte del ciel scarlatto
lieta risonanza sarebbe l’eco
al recupero degli abbracci
anziché fetore di rabbia esalante
Lasciando alle onde
acque limpide dopo la tempesta
riflesso d’amor si stampiglierebbe
su brillantante riva della risacca
Seppur col cuore in gola
il pacificante consenso
aggrappandosi all’indulgenza
fine alla contesa porrebbe
tra gli acerrimi contendenti
È qui che senza il social legame
riflesso non avrebbe il sole
a scacciar discrasia
coll’intento di riunire all’occorrenza
legami affetti e sentimenti
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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carla composto15 novembre 2017
il buon senso a volte riesce a rivedere sentimenti ritrovando acque limpide dopo tempesta burrascosa ottimi verdsi per poter riflettere e capire elogio al bravo poeta come sempre

