Fatterelli in un giorno che passa
Sorge il sole da dietro l’alto monte
oppure sulle onde in fondo mare
la fioca luce di chiarore è fonte
a illuminare.
Adesso il giorno vive sotto i raggi
e tutto è chiaro e splende nel dintorno
la campagna ti dà pensieri saggi
nel quieto giorno.
E’ pomeriggio primo e lungo il piano
si stende il fiume col suo lento andare,
ma ancora resta assiduo l’artigiano
a lavorare.
Scende la sera, il sole ormai tramonta
ed il rumore un po’ s’attenua allora,
bottegaio dei soldi fa la conta
chiude ch’è l’ora.
Si sente sferragliare di bandoni
ed alla casa ognuno fa ritorno,
viene la notte con le sue passioni
finisce il giorno.
Anche il barbone che non ha dimora
ove acquietarsi, trova la sua sede,
s’addormenta paziente e non s’accora
sul marciapiede.
Silenzio si diffonde nelle strade
ove il traffico sembra sia cessato,
sol ticchettio delle persone rade
sopra il selciato.
Se poi qualcuno abita vicino
ad una rumorosa discoteca
lo compatisco allora il poverino ...
noia gli arreca.
E se uno ci avesse il mal di denti
(i dentisti son chiusi nella notte),
starà alzato ad urlar fra gli accidenti
di crude e cotte!
In mezzo a fatterelli lieti o tristi
va la notte ed ancora il sole arriva,
già tanti di tal giorni abbiamo visti ...
evviva evviva!
E il solito tran tran di già riprende,
si sente l’apertura del bandone
e il commerciante il suo cliente attende ...
russa il barbone.
E’ abituato a tutto quel rumore
e continua nel sogno fra russate,
da tempo nel convento già le suore
si sono alzate.
E ognuno va dove gli tocca andare,
chi va al lavoro e chi non può far niente,
suore in Cappella stanno per pregare
intensamente.
Così è cominciato un nuovo giorno
e sia meglio d’ieri lo si spera,
ciascuno alle sue pene fa ritorno ...
fino alla sera.
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (3)
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Vaibhava das Vito Parisi16 novembre 2017
Il panorama dianzi delineato esteso spazia in tinte e sfumature; da cima a torre, isin sul brio al selciato, promana pure.
Francesco Rossi16 novembre 2017
E giunta sera dalla lunga lettura in dolce rima ti auguro tanta fortuna.
alias Marina Pacifici16 novembre 2017
Un affresco dell’umano vivere quotidiano dove si intrecciano mille storie di sconosciuti. Un componimento molto musicale, scritto con classica ironia e realismo toscano.


