L’infanzia
Sin dai primi giorni della mia vita
mi trovai di fronte una dura salita.
In casa mia regnava l’ignoranza,
ce n’era per tutti in abbondanza!
Sfogavo a papà tutta la mia rabbia,
mi portava al nido dentro la gabbia.
Mi consegnava al solito bidello
come fossi stato un uccello!
Indossavo un giacchetto di piume
prese da un’anatra morta nel fiume.
Provavo un’immensa vergogna,
sembravo il piccolo della cicogna!
Dopo un mese mi passò la rabbia
quando decise di gettar la gabbia.
Mi comprò un capiente canestrello
e terminai l’esperienza dell’uccello!
Arrivò poi il giorno dell’elementari.
Per me furono di nuovo tempi amari.
Mia madre mi vestì come un balocco,
con un grembiule ed al collo un fiocco!
Pensava che le scuole elementari
fossero una bottega di alimentari!
Invece della cartella ebbi la sporta
con la lista dei cibi per far la scorta!
Era il tempo che l’Italia stava in guerra.
Il mangiare si comprava alla borsa nera.
Agli studi non diedi più tanta importanza,
ebbi il Nobel per aver riempito la panza!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!