Dell’anima che eri
Saranno distese di campi
ai tuoi occhi di ragazzo
i prati a papaveri e spighe
o le primule e i chiodi
dei cipressi ormai muti
smarriti
al tempo lento dei tuoi passi
Io so la paura
di quel tanto che lasci
e che hai seminato
di questo non esserci
negato dall’ultimo lampo
Vola
che non puoi più inciampare
non c’è indietro che conti
trafigge l’aria
della sera che cresce
a dispute nuove
respirerai
tacendo
del mare
qual padre inuguale senz’ombra
gli abbracci salati
la pioggia autunnale
l’amore e i naufragi
©
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magnifica! (poeta per te zaza)
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