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Poesia 20 novembre 2017 · lettura 2 min · 788 letture

Sogno paesano

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Ho riveduto in sogno il mio paese proprio com’era tanti anni prima con la semplicità, senza pretese, che con felicità però fa rima. Ero ragazzo allora, e il torrentello ho visto scorrer nel suo bel pertugio e m’è riapparso, avvolto in un mantello di ridenti colline il mio rifugio. E forse con sorriso d’ironia l’avrà guardato qualche forestiero, io lo vedevo nella sua magia come una gran posto, steso nel mistero. Sono passato per le strade amate dove c’era di festa tanta gente, si stava in mezzo, senza le frenate di auto dentro un traffico imponente. E a casa per la cena poi tornavo e al desco mi sedevo coi miei cari, cibi poveri e semplici trovavo perché erano tempi molto amari. Il campanile della chiesa esteso m’è riapparso assieme alle campane il cui suono per l’aria s’è disteso lieto e squillante. C’era poco pane e la cinghia tirare si doveva però nel cuore una gran forza avanza e a quell’età nessuno ce la leva: stava nel cuore fissa la speranza! Un moto irresistibile là c’era, si sente allora e accanto a noi s’affianca, adesso è solamente una chimera e questo è il tutto, quello che ormai manca.
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Ringrazio De Matteis per avermi segnalato l’errore di battitura nel secondo verso della penultima quartina (un invece di una). Non posso rispondergli all’indirizzo della mail segnalato in quanto per grazia degli Dei e volontà somma della Redazione sono avvisato che non posso rispondere, con una dizione che equivale a "corrente elettrica, non toccare". La Cassazione ha accolto ricorsi di pluiriomicidi, ma la Redazione del sito, con giudizio inappellabile, mi ha relegato nell’infimo cerchio dell’inferno dantesco, quale individuo pericoloso senza speme. Ad astera!!!

e
L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (2)

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alias Marina Pacifici20 novembre 2017

Quanta forza evocativa, armonia e stile in questi versi, tesi nel sottile e infinito filo della nostalgia. Il sapore dell’infanzia non si dimentica più per tutta la vita e anche i luoghi cari della fanciullezza, fioriti di ricordi, divengono meta del pellegrinaggio della memoria. Quando ci sentiamo persi, le nostre radici, con la nostalgia ci sostengono nell’appartenenza e ci rammentano da dove veniamo e chi siamo. Una poesia che ho letto con interesse e che, a mio modesto parere, meriterebbe per il suo alto valore lirico l’inclusione in Rime scelte.

Vaibhava das Vito Parisi24 novembre 2017

Ritorno anch’io di scrivere al bel sito, e invengo il vostro buon componimento; giovine l’evo, e tosco il soave accento, che ci rimembra il Duomo eccelso, avìto...