Dignità umiliata
rita iacobone
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Quando t’ho vista
reclinare il capo sul seno
seduta su una fredda sedia
con le ruote che affondavano
nelle sabbie essicate dal tempo.
Quando t’ho vista
sorda alla voce della vita,
mentre le ore si dilatavano
nel cono di vuoti silenzi.
Quando t’ho vista
chiudere gli occhi come serrande,
per nascondere rigurgiti di dolore,
fra quelle pareti opprimenti,
dove il giorno con la notte si confonde,
allora, dentro me, la dignità ha urlato.
Sagoma di donna svuotata
chiusa fra le ombre del presente,
il sole che ti portavo nulla poteva,
null’altro eri che spettatrice,
d’umori maligni deviata
rotolanti nell’anima tua
sullo sfondo di nubi d’argento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
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