Dittico poetico
Ho sempre pensato
di scrivere poesie,
ma l’ho sempre fatto
con la mente o con i sogni.
Il libro che ho dentro
non potrete leggerlo mai:
è fatto di silenzi,
perdite e mancanze.
È il dominio del caos
nel buio che disorienta
e nella divergenza che ammala.
È il sacrilegio
del vivere.
È il sacrilegio
di amare.
È poesia
di rumori e tormenti.
Poesia stridente,
priva di rime,
ma di parole cupe.
Poesia nera
di eterni grovigli,
di cappi alla gola
e di pianti versati.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!