All’Ultimo Saluto
Quattro cani
tre spelacchiati e uno col cappello
cupola ai giorni andati
e un passante aggregato
per scordarsi il male
-due sogghigni, un volto senza mimica
una rosa lanciata da una finestra
e tre dita a cuccia di una mano
altre due freccia all’infinito
Passi cadenzati in sintonia casuale
a volte a sorteggio d’inciampo
altre a input di coraggio
e ogni tanto striduli
a limare il dolore
Viale centrale del paese
pista breve al trono indefinito
e il Giudice di gara
vetro d’aria gelida
sanziona nervi pulsanti al dubbio
Tenta l’adunata la campana
e qualche angelo
dal trespolo assoldato
s’invola a infilare una preghiera
in una corona d’alloro
Stella polare del viaggio inverso
un rigoglioso infreddolito cipresso
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