La mutanda
Alla domanda: "cosa vuoi fare da grande?"
Rispondevo: "tagliare e cucire mutande!"
In tutto il mondo era l’articolo più richiesto,
si acquistava ad un prezzo assai modesto!
Era l’indumento intimo sempre indossato,
di conseguenza, maggiormente sporcato!
Come il fiore di un girasole io lo coltivavo.
A volte lo concimavo e spesso l’innaffiavo!
Casualmente lo avevo anche bombardato,
ne rimaneva deluso e molto sconcertato!
Quando lo colpivano le raffiche di vento,
arricciava il suo tessuto ed era scontento!
Privo dell’olfatto non percepiva gli odori
così evitava al viso imbarazzanti rossori!
Era un indumento assorbente, riservato,
nascondeva tutto quello che gli affidavo!
Lo cambiavo spesso, direi giornalmente,
al suo posto ne mettevo uno equivalente.
Con l’acqua bollente, dentro la lavatrice,
riprendeva colore, usciva candido e felice!
La notte la passava in mia compagnia,
desideravo mostrarlo a tutti per la via.
Alloggiavo nei pressi del Canal Grande,
ero l’unico che passeggiava in mutande!
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