Apoteosi di un amore invernale
Pier Giorgio Cadeddu
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Nel pomeriggio spento dalle regole del cielo
scrosciano tra i sentimenti sparsi sulla mia memoria,
le solite distoniche sensazioni di fragilità;
Il cristallino andare di anni sconfinati
si compone e scompone tra le nuvole basse,
quasi inevitabile obbligo morale per pensieri
destinati in ordine sparso a cercarsi una fine
e fatalmente infrangersi contro il mio tempo.
Osservo come cambiano le immagini tra i rivoli di verde,
vetri macchiati d’acqua e dall’opaco limpido del giorno:
fuori piove come fosse ancora sconosciuta leggenda,
questo mare che risale a riprendersi il borgo,
incolpevole macchia di rosso nelle solitudini cangianti
di un atonico dicembre .
Nell’impervio salire della sera, sento il calore
E incrocio vagabondo il tuo sguardo;
risale lenta la marea dei tuoi occhi
brillanti e tersi nella luce affannata dell’anno che scompare,
graffi sul ruvido della mia faccia stanca .
Improvvido autore di un tempo da naufragio,
riavvolgendo a spirale i miei passi da protagonista,
sento che affoga il cuore in quell’abbraccio caldo,
e cade nella profondità dell’iride, l’inverno e la sua pioggia;
Il paese, fratello scuro del mio sogno,
accompagna alla notte
questa apoteosi singolare di un amore invernale.
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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