L’ultima parola
L’ultima parola che ho soffiato sul vetro,
proiettata come ombra della vita,
è resuscitata dopo una morte stagionale ... infernale.
E’ passata per fiumi di rabbia ... è cambiata
innocentemente mutata,
è passata per sentieri poveri di lussuria e ricchi di vergogna,
mi ha sbriciolato la pelle in pezzi di sfortuna...
meschina è la sorte abbassata ai suoi piedi.
E’ volata sopra teste coperte di polvere
occhi che si sono legati alle pietre del cielo,
che hanno sputato sangue di invidia,
mentre lei scuoteva le anime della terra.
Le famiglie vestivano come corvi,
di nero le mani e di bianco le unghie ... cadaveri di sentimenti.
Le ragazze si denudavano il viso...
spogliavano la passione che le distruggeva,
ubriacavano le voci che le tormentavano.
I ragazzi mimavano i corpi candidi
delle creature immortali,
risucchiavano il veleno che sposava la mezzanotte,
mi bandivano i sorrisi ... erano armati e follemente amati.
E’ arrivata con popoli di devastazione
si è seduta in mezzo alla disperazione
si è lavata dalla frustrazione
si è unita alla creazione... minacciata dalla nuova generazione.
©
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