Notti solitarie
Anna Maria Scamarda
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Notti solitarie d’angeli che danzano in cielo
e un alberello di luci bambine,
come piccoli astri raccolti in preghiera
da un punto, lontano dal mondo
e pur sì vicino al cuor della terra...
Vuoi cullarmi la quiete del cuore?
Come quando da bambina
Dicembre, aveva sempre il volto
della primavera fiorita di muschio
e la candida neve luccicava al sole
adornata, dai fiocchi rossi dell’Amore:
il naso di mia madre incipriato di cannella
e le mani rassicuranti di mio padre
rimboccavano le coperte nelle notti fredde,
col bacio della buonanotte sulla fronte assonnata
che popolava di fiabe i miei sogni.
Quante stelle sul cielo stasera!
Nel frastuono d’un silenzio che brilla...
E mi fa compagnia.
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (1)
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Sara Acireale15 dicembre 2017
Versi suggestivi e molto belli che fanno pensare alla magia dell’infanzia, a un dicembre di tanti anni fa quando ci si addormentava serenamente e i sogni erano popolati di fiabe. Con nostalgia la Poetessa rivede il naso della mamma incipriato di cannella, il padre che le rimbocca la coperta. Versi che mi hanno fatto sognare. Lirica molto apprezzata.

