Addio
Matteo Matteucci
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Fluivi lento senza rumore, senza intralcio né clamore
una notte, però, ti sei destato.
Nervoso, gonfio, irritato.
Da placido e ridicolo Rio sei divenuto un’ira di Dio.
Sorpresi nel sonno, increduli a capire
Non vi è tempo per pensare, troppa violenza per agire,
non ci resta che morire.
Al risveglio un’altra città...
Piegata, devastata, ferita.
Si desta e non s’arrende.
Resta il fango, la rabbia, un orsetto di pezza e nove corone di fiori.
Ci vorrebbe rispetto, ma le bocche sciocche non conoscono silenzio.
Pochi spalano e troppi sparlano.
Si cerca la colpa, si monta la farsa, mentre il feretro traversa la piazza.
Tutto finisce a mare, pure questa storia, lavata da lacrime e sale.
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L'autore
Matteo Matteucci
Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra
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