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Poesia 30 dicembre 2017 · lettura 1 min · 594 letture

Ci sono ancora pasticcini nella casa della signora del te delle cinque

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Stanno sedute a pregare prima del tè delle cinque Le buone e brave signore nella casa fuxia Un gruppo di preghiera per richiesta lontana Bolle l’acqua della teiera Gorgoglia e borbotta Non è il nostro Papa Mormora la moglie del poliziotto Pasticcini fragranti Latte o limone La buona borghesia La buona famiglia La signora più in carne tradisce in silenzio Se la bionda sapesse di suo marito Ma il tè nasconde le voglie Da sempre sotto le gonne. Che poi questi stranieri non pagano il biglietto Ma andassero al sud borbotta la figlia del farmacista Mentre raccolgono indumenti per i cani del borgo. La padrona di casa sparla della vicina Una marocchina che vuole una moschea Che roba signore Che roba povero il nostro Gesù. Dalla mensola della cucina Si schioda il povero Cristo La puzza delle signore del tè Ha arrugginito i chiodi della croce Forse vorrebbe fuggire Quel palestinese crocifisso dalle signore del tè Ma il gesso di un braccio alza il pugno per protestare Mentre il cane lo lecca per consolarlo.
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quanti tee delle5 con le caritatevoli dame ci sono (elena rapisa)

un ritratto che non conosce confini. (elena rapisa)

Commenti (1)

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avidadiva2 gennaio 2018

La parabola del fariseo, il moralismo inopportuno e falso, colui che guarda la scheggia altrui e non vede la trave conficcata nel suo di occhio e poi... frasi di circostanza, luoghi comuni al solo scopo di mostrarsi e facce ridipinte per l’occasione, la voglia di apparire e non di “essere” nel problema, nell’urgenza altrui. L’intento è lodevole (almeno un occhio che va al di là del solito orticello personale…) ma il suo limite, a mio parere, è l’aver dato un’impronta chiaramente populista e l’aver tratteggiato un quadretto stile americano anni cinquanta (il falso perbenismo americano…). Insomma, anacronistico, anche se il tema resta sempre attualissimo.