Un tempo esisteva la Befana
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
un vero peccato non avere sue notizie!!! (Lara)
Commenti (4)
Un sonetto di grande nostalgia e rimpianto per gli anni d’austerità nel dopoguerra in cui la Befana recava piccoli doni, qualche dolcetto e frutta ai bimbi provati dal conflitto e dalla miseria patita per anni. In tempi in cui si festeggia Halloween, festa senza alcun significato per la nostra tradizione neolatina, questo sonetto offre un momento di riflessione. Chapeau!
Chi ha la mia età ricorda bene cosa rappresentasse la Befana, ancora non era in uso il regalo della vigilia di Natale, ed in quel giorno in tutta la città era un susseguirsi di piccoli cumuli di pacchetti, accanto alle postazioni dei vigili urbani, alle parrocchie, o nei campetti di periferia, a Roma il luogo eletto a dimora della befana era Piazza Navona, dove le vecchine nelle forme e acconciature più svariate finivano tra le braccia dei bimbi insieme alle caramelle o al carbone dolce. Un sonetto piacevole che suscita tanta nostalgia.
...Ma caro ex Lorenzo Crocetti vuoi ancora che la Befana faccia sosta sopra al tuo camino? ..., ! !!
I doni di befana generosi trasmetteranno volontà pie e buone; i magi allieteranno le persone, largendo oro, in abbondanti dosi. Viva, viva!!


