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Spirituali 7 gennaio 2018 · lettura 1 min · 1314 letture

Stupore

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Vado a corrente alternata invidio, però, la tua altitudine su quelle dimore costruite in palafitte altissime in cui nascondi le pupille. Anch’io voglio splendere ma metto molti fogliami tra me e il ronzio delle alette sbattute senza vergogna alcuna. Sì, che pure giulive, trasmettono una pace e una luce come un talco sperso sulla pelle. Io abortisco dalla bocca parole sepolte. Ma poi non saranno dissepolte? Come fossi una levatrice alle cavità terrene col lume mi sporco le mani. Non faccio altro che usare un forcipe per aggrappare la testa di una famigliola di strofe. E non faccio altro che trattenere l’acqua come fossi una mucillagine: per non seccare e qualche losca figura la strappo via dal cuore perché non sono tutto capriole, violette, borsette d’amore sia chiaro: non sono l’addetto all’apertura dei chakra ma solo un essere che vuole inghiottire lo stupore.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (2)

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Sara Acireale7 gennaio 2018

Penso che il Poeta si sta rivolgendo al Signore dei cieli e della terra. Il secondo verso mi fa comprendere ciò perché a una certa "altitudine" non si può arrivare... forse possiamo soltanto invidiare dato che non possiamo sovrapporci a Lui. E non si può nemmeno aprire un chakra (i chakra sono sette), resta soltanto lo stupore di così tanta meraviglia e forse... mistero.

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avidadiva10 gennaio 2018

Sfoltita del superfluo (per esempio, i primi cinque versi andrebbero benissimo anche così: Vado a corrente alternata/e invidio la tua altitudine/su quelle palafitte altissime/in cui nascondi le pupille) sarebbe perfetta. È una poesia di carattere che arriva e spiazza al momento opportuno. Ecco, qui vedo personalità, voglia di andare oltre le parole e le immagini. Perché la poesia deve solo suggerire, non spiegare, né chiarire, né esplicare. Solo suggerire… al lettore il piacere di leggersela come gli pare.