Poeta
Qui mi specchio
Qui mi esprimo
Qui mi nascondo quasi vecchio
Qui consumato ma ancora vivo
Osservo il mondo
Al riparo
Il bianco non dovrebbe far paura
Ma è il contrario che dimostra la storia
Anni e popoli sotto tortura
E’ così dura questa nostra memoria
E temo di errare
Temo di non capire
Perché bianco è un colore
Che continua a mentire
Vorrei modificare gli eventi
Vorrei placare le correnti
E invece sono qui
Al riparo dal maestrale
Lontano dalle onde del Mediterraneo mare
E mi ritrovo qui sperduto
In balia dell’atmosfera
Immigrato in questo mondo
Perché alla mie spalle
C’è solo il tempo successivo alla sera
Sono
Buio e tutto ciò che ho lasciato
Sono
Solo e tutto ciò che non ho dimenticato
Sono
Senza casa e sostegno
Sono
Senza patria e senza più un regno
Sono
Qui seduto di fronte allo specchio
E cerco un senso a questi tasti
Un nesso che faccia quadrare i conti
Un modo per dissociarmi da questi tempi avversi
E scrivo dal mio avamposto
In un luogo sicuro da cui emano versi
Qui sollevo la mia coscienza
Qui mi esimo dai peccati
Qui trasformo lettere in parole
Qui ribadisco il mio impegno sociale
E poi rileggo
Cercando musicalità allo spartito
Una rotta da solcare
Un significato
A questo mio eterno errare
Ma alla fine
Quando mi rispecchio
Con il bianco imbrattato
E l’io ancor più vecchio
Mi rimane solo la forza per concepire
Che il poeta è complice spettatore
Un Indifferente narratore.
©
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