Amore
In quel ridente dì di primavera
quando la luce già cedeva a sera
là, nel fiorito prato tutt’odore
sbocciò l’immenso ed inatteso amore.
Nacque nel petto, prepotente e lesto,
per la dolcezza del tuo viso mesto
e qual scalpello che marmo modella
torno mio cor scolpì figur tua bella.
Giunse, così, spontaneo, all’improvviso,
indi le labbra fur tutto un sorriso
e il patimento cui l’alma languiva
l’incanto del tuo dir lesto leniva.
Or son tant’anni che mi sei d’apporto
e resto all’ombra del grande conforto,
ed ogni volta che il dolor mi smuove
la gentil tua movenza lo rimuove.
Se non avessi te, mio dolce bene,
d’inferno patirei le tante pene;
ringrazio il grande Dio, l’Onnipotente,
d’avermi dato te luce fulgente.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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gabriele vacca9 gennaio 2018
E dici bene. Beati coloro che possono vantare simili rime. Hai espresso la tua felicità. ,