Presagio
Noi,
di saldo cemento:
caldi d’inverno
sull’Etna.
E poi,
di sabbia compatta:
vivi d’estate
a settembre.
Ma,
è tempo
di forti tempeste,
aride trascinatrici
di tutto quel che resta.
È il cupo presagio
del nostro destino segnato:
sono io,
polvere
spazzata via,
sei tu,
vento
che soffia freddo.
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Commenti (2)
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Pagu11 gennaio 2018
A volte anche il più forte dei legami non resiste alla tempesta della vita. Ci sembra di essere polvere spazzata via da un vento freddo che ci porta lontano, oltre il confine del nostro volere. Allora bisogna ricostruire e ricostruirsi, con la speranza che le fondamenta siano più stabili e profonde. Una bella metafora quella scritta dal poeta, tanto reale quanto dolorosa.
Galante Arcangelo14 marzo 2018
Condivido appieno l’ottima riflessione di Paolo Gugnoni (Pagu), aggiungendo soltanto che, nulla vien perduto, quando l’esperienza apporta sempre nuove visioni a quello che accade. Un testo d’amore, pure colmo di profonda introspezione.

