Senza titolo
C’è questo bivio immaginario,
e ci sono io che non so dove andare.
In questo tempo sospeso,
che è reale, ma allo stesso tempo fasullo,
guardo una vetrina del centro
e nel riflesso del vetro vi vedo passare,
mano nella mano della morte.
Lanciarmi sguardi di paura, implorare
un aiuto, che forse è a sua volta un riflesso.
Il mio silenzio.
Stiamo comodi dentro il mondo fatto
a spigoli, stiamo bene senza una vera posa.
E poi c’è questo bivio immaginario,
e ci sono io che non so dove andare.
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Commenti (1)
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Amara19 gennaio 2018
gli spigoli mi fanno pensare ai muri, dietro ai quali ci sentiamo scomodamente comodi quando ascoltiamo dubbi e contraddizioni scuotere la nostra indifferenza il tutto nel particolare stile onirico dell’autore mi piace tanto
