La classica bellezza
Roberto Pozzi
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Combattendo me stesso
volevo davvero andare via,
lasciarti solo ad ammirare
la tua statuaria nudità,
nel affettuosamente salutarti
ho così commesso
un altro mio diabolico
errore.
Proseguendo
con il tuo gioco erotico,
ho strofinato i tuoi capelli
per spingerti a baciare
l’incontaminato resto
del mio rassegnato corpo.
Di te non sapevo nulla,
desideravo la classica bellezza
che pensavo di non possedere,
concedendomi soltanto
quello che potevi
condividere.
Chiudendo la porta
della tua arrogante dimora
segnò l’inizio
di un nuovo capitolo,
dichiarando la fine
di una breve storia
che stava aspettando
la sua morte naturale.
Non eri stato colui
che mi avrebbe spezzato
il romantico cuore,
ma, impersonando la bellezza
dell’uomo immaginario,
mi avevi ingannato
lasciandomi credere
nel sensuale fascino
del mio umile
essere.
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