29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)
Ah se ricordo quell’affanno in gola
ch’ormai da tempo un po’ ti soffocava!
Quel sibilo non ti lasciò mai sola.
Però, quel giorno, non ti tormentava.
Dormivi assai tranquilla, e la coperta
morbida il tuo sorriso riscaldava.
Era irreale quel silenzio e certa
era l’angoscia che ci distruggeva.
La zia Maria con sua mano esperta
t’accomodò il cuscin mentre piangeva.
Quella sentenza appena pronunciata
dal medico impietoso, si spandeva
come una macchia d’olio indelicata
nel cuor di tutti rendendolo piccino!
«Poche ore», disse, «forse una giornata».
Ma ti spegnesti prima del mattino.
Il tuo sorriso, mamma, qui è rimasto.
Spesso ripenso a te. Torno bambino.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
teneramente triste e bella vibra amore, dolore... (emiliapoesie39)
Commenti (1)
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sergio garbellini26 gennaio 2018
Una lirica davvero coinvolgente e struggente allo stesso tempo, versi che ognuno di noi vorrebbe scrivere tanto sono ricchi di sentimento e di affetto verso una madre che ci ha dato la vita e ci ha accompagnato lungo tutti i giorni col suo pensiero e col suo sorriso. Una lirica alquanto sentita, scritta con il cuore.