E per rifugio l’avventura
Non ricordo
che titolo avesse
ma so che leggevo,
leggevo quel libro
su un letto di ferro all’incerta candela:
una bolla di luce che tenue sfocava
per ombre e silenzi.
La camera
immensa:
dagli angoli bui deserti di sabbia,
sceicchi,
misteri.
Natale finito.
Dovevo
al mattino tornare in collegio,
sapevo
che fuori la neve
cadeva.
Speravo bloccasse
levata, rientro
e con ansia vegliavo,
seguivo cammelli, battaglie e tesori.
Fuggivo dal sonno, lontano dal mondo:
temevo svegliarmi.
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