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Spirituali 27 gennaio 2018 · lettura 2 min · 652 letture

Nunc dimittis servum tuum, domine

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Il primo nato, come vuol l’Ufficio doveva essere al tempio presentato offrendo due colombi in sacrificio per essere al Signore consacrato. E, come tutti, pur Gesù bambino dai genitori al tempio fu portato. Di Simeone si compì il destino: era tardo d’età quest’uomo pio ed era ormai ridotto al lumicino ma da tempo lo Spirito di Dio gli aveva confermato la speranza ch’egli avrebbe goduto del tripudio, d’una gran gioia e viver abbastanza per conoscere il Cristo del Signore: e lo conobbe in quella circostanza. «Sono felice, ho visto il Salvatore», pensò con il bambino tra le braccia «Posso morire, adesso, mio Signore!» Simeone col riso sulla faccia accolse e benedisse la famiglia e disse, forte, ancora come roccia: « Beata tra le donne, dolce figlia, Madre del mio Signore, soffrirai: una spada nell’anima s’impiglia ma i segreti dei cuor conoscerai. Ha grande sete questo vecchio cervo, col frutto del tuo sen l’estinguerai. (Or lascia, o mio Signore, ch’il tuo servo sen vada in pace come promettesti: Tu la Salvezza che con l’occhio osservo ai popoli l’hai data con i gesti del Padre che magnanimo perdona. La Luce per le genti che ci desti è gloria ch’Israel non abbandona.)»
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Echi del Vangeloo di Luca 2, 22- 35

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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