La nebbia era fitta sul lago di Mantova
Hariseldom
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Non si vedeva il naso del templare
sulla sponda del lago di Mantova
mentre la croce infuocata
illuminava le tre panchine.
Giovani padani ubriachi
cantavano del duce
della patria padana
e del Papa che non è il mio Papa.
Ragazzine piangevano
mentre il templare custode della fede
abusava di loro.
La svastica sul cranio rasato
picchiava un ragazzo del Kenia
mentre il fratello visigoto
buttava nel fiume un meridionale.
Il lago era calmo
appena increspato
quando la prostituta di Como
sollevò la veste
gli applausi scroscianti
di ubriachi disegnavano confini.
Gli ebrei legati alle panchine
recitavano le loro preghiere
mentre kamerati stellari
si dividevano le vesti e le case.
Un tuono da lontano
annunciava la brutta stagione
o forse sbarchi di partigiani
venuti a rubare ogni cosa.
Il templare chiamò tutti a raccolta
nel nome della sua fede
bruciò ogni cosa
e ogni nemico della sua fede.
Alla fine rimase solo un tronco di croce
mentre sbarcavano partigiani
a liberare la terra promessa
ma Dio era andato già via
schifato dalle nera visione.
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