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Riflessioni 30 gennaio 2018 · lettura 1 min · 832 letture

Milionesimo sonetto

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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E questo è il milionesimo sonetto ch’io scrivo e tanti ancora ne ho da fare, d’impegno ogni qualvolta mi ci metto ma tutti mi potranno criticare. Diranno ch’esso è antico, ci scommetto, e occorre ci si debba un po’ svecchiare, ed io che sia vetusto ben lo ammetto però non voglio il genere cambiare. Ora è di moda una poesia che nuova non mi pare davvero e non ha rima, ed essa, voglio dirlo si ritrova nei giapponesi trecent’anni prima, mentre io preferisco l’italiana che fu inventata in scuola siciliana.
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Con questo non voglio assolutamente scagliarmi contro l’europeizzato haiku, che ha affascinato tanti nostrani lirici, e che riconosco avere un forte valore in determinate poesie scritte dai poeti del Sol levante, però io preferisco il sonetto, che almeno è merce nostrana in quanto addirittura è attribuito al duecentesco Jacopo da Lentini della cosiddetta “Scuola siciliana”.

e
L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Un milione? E quanti al giorno? (Antonio Terracciano)

E fai bene a non cambiare... (Alberto De Matteis)

Sei unico. Sf. Ave Laurenti (Alberto De Matteis)

Attendiamo il tuo miliardesimo sonetto, Maestro... (alias Marina Pacifici)

complimenti per il traguardo (poeta per te zaza)

Commenti (2)

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Eolo30 gennaio 2018

Io credo che ogni autore scrive col cuore e propone i suoi testi all’attenzione del lettore, nessuno può dire che il sonetto è vecchio, magari potrà fare un osservazione a riguardo. Allora si scrive per quel che si sente, ed è in questo contesto che apprezzo il sentire dell’autore consapevole del suo cammino poetico da offrire agli altri. E si certamente il sonetto trae origine dalla scuola siciliana, da non dimenticare il contrasto di Cielo d’Alcamo, alla corte dello Stupor Mundi, espressione di pensiero che segna il passaggio dal volgare alla lingua italiana.

poeta per te zaza1 febbraio 2018

Come la poesia senza la coda e senza capo quale spesso appare, l’autocelebrazione va di moda ma in questo caso è da tollerare.