Italia
Una penisola d’aspro catrame
si sporge dall’esotico entroterra.
Porto di schiavi,
rive dove caronte
beccheggia e canta,
avanti e indietro
carico d’anime.
Occhi scuri,
paura del futuro
e orrore del passato,
guardano l’onde
urlanti di schiuma.
La speranza li spinge
a trovar strade
dove rifugiar i propri sogni,
dove calar l’àncora.
Ma il freddo
che li aspetta,
non ha nulla a che far
con l’afa dell’inferno,
deserto sì,
ma del gobi,
ove il gelo scorre
tra parole di disprezzo
e sguardi gravidi d’odio.
Chissà se l’aria
può mancar a tal punto
d’affogar
peggio che nell’abissi,
chissà
se si puor morir
nell’ombra
di un’eclissi.
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Commenti (1)
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Galante Arcangelo11 aprile 2018
Un argomento sociale raccontato con riflessioni incisive ed umanità profonda dall’autore, sulle sorti di anime in cerca di una fervida speranza che, talvolta, nel mare della vita, può divenire oscuro spettro attraversato dal dolore. Metafore calzanti evidenziano l’alternarsi di chiaroscuri nell’attraversamento delle difficoltà umane dell’esistenza. S’avverte malinconia nel contenuto, ma pure un grande pathos per il tema trattato. Contenuto amaramente realistico!
