Accettarsi
paola marchi
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Cascate di fili argentei brulicano festosi
tra la matassa della mia chioma sciolta.
Il vecchio specchio carpisce il rispetto
di un’età che avanza troppo in fretta.
La virgola incurvata e sadica al lato del labbro
riflette la saggezza garbata del mio tempo in faccia.
E’ troppo tardi, urla il mio alito affranto.
Si è fatto tardi, singhiozzano le pupille alle ciglia sgomente.
Le mani macchiate dai ricordi implorano guanti
per fuggire alle ore dei giorni che scorrono.
Esplodono i miei pensieri come spari di rabbia
sulla data di nascita.
Abbasso il capo, indignata.
Voglio sottrarre tempo al tempo tiranno.
Sciacquo il mio volto poi di nuovo mi guardo.
Nulla è mutato.
Accoccolo il mio viso tra le dita.
Non male!
Mi sorride la virgola assopita.
Adorabile!
Tolgo i guanti e li taglio.
Lunghe e snelle, le mie dita libere!
Mi accetto e sto meglio.
©
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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