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Riflessioni 27 febbraio 2018 · lettura 2 min · 759 letture

Tragedia nazionale che si ripete ogni anno

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Anche quest’anno, dirlo ancora vale perché serva d’esempio nel futuro, c’è stata un tragedia nazionale e il sopportarla è stato tanto duro. Televisione e radio, coi giornali ci han tempestati tutto il santo giorno raccontando bufere eccezionali d’un tempo che ...giammai faccia ritorno! Cosa mai si farà con tale ...fola, in macchina non si potrà più andare, scolari non si recano alla scuola, e la porta di questa è da serrare. Dalla Russia è in arrivo un freddo cane che nel corpo ci lascerà ghiacciati, fate incetta di viveri e di pane per la chiusura dei supermercati. Insomma la tragedia è presentata con tutti i crismi, e ognuno se la beva, mai s’era viso tale nevicata fino dai tempi dell’Adamo ed Eva. Ed un gelo così s’era sol visto in un giorno oramai tanto lontano, nel tremilaventotto avanti Cristo, però di certo meno disumano! Io mi ricordo invece la passione che avevo da ragazzo per la neve non c’era allora la televisione quando questa scendeva in terra lieve. E si giurava senza far spergiuro che le stagioni sotto questo cielo hanno un corso preciso e assai sicuro, l’estate è calda e c’è d’inverno il gelo. Nell’inverno veniva il gelo, è certo, nelle mezzine l’acqua si gelava, però non si creava gran sconcerto e nessuno del fatto si lagnava. Si sapeva, l’inverno porta gelo, non ci si può aspettar niente di buono, scende sempre la neve giù dal cielo le stagioni da sempre così sono. Le scuole non chiudevano il portone e a piedi facevamo noi il cammino, per strada c’era poca confusione e la maestra aveva lo scaldino! Chissà perché da quei lontani tempi siamo arrivati ai nostri, agli attuali, ora la neve fa siffatti scempi apportando al contrario tanti mali. Al di là della pallida ironia mi sento d’affermare, e non son pazzo, che la neve di oggi per la via è la stessa di quand’ero ragazzo!
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Poiché penso che i miei tre o quattro lettori abbiano un’età molto giovanile e non conoscano certi termini, spiegherò che a quei tempi era d’uso la MEZZINA, un recipiente in rame ove si raccoglieva l’acqua, e d’inverno l’acqua la notte vi ghiacciava (in casa!) Per noi fortunatamente c’era “il fuoco a letto”, un trabiccolo ove veniva messa ad un gancio la cosiddetta “cecia”, colma di brace accesa, che veniva posto fra i lenzuoli e li riscaldava. Lo SCALDINO invece, quello che la mia maestra usava a scuola, era un contenitore di brace in terracotta o ceramica, con apposito manico.

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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Voce poetica. Complimenti (Francesco Rossi)

Lo avevo anch’io il trabiccolo da piccina piccina! (Patrizia Ensoli)

Mi ci trovo anch’io in queste quartine (Alberto De Matteis)

del nostro bravo Crocetti. Sf. VALE LAURENTI (Alberto De Matteis)

Molto bella e condivisa, complimenti! (carla vercelli)

Ironica verità, che nel finale irrompe (Rossi Alessio)

Verissimo, verissimo! (Vaibhava das Vito Parisi)

Commenti (1)

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Antonio Biancolillo27 febbraio 2018

Sì...noi lo chiamavamo "lo scaldaletto" e non si possono contare tutte le volte che si andava a riempirlo di carboni ardenti... E si andava liberi per strade di quella neve del ‘56... Quella sì che è stata eccezionale... Certamente la Riflessione ironica dell’Autore... nelle sue poetiche quartine... ci sanno portare tra le differenze del tempo passato e all’enfatizzazione massima del tempo di oggi... Forse il tutto dovuto alle diverse "distanze" e alle diverse "abitudini" che ci avvolgono oggi. Un poetico riportare immagini che sono state vissute molto più facilmente tra le vie del passato ...dove "la neve di oggi per la via/è la stessa di quand’ero ragazzo!"...come dice giustamente l’Autore. Molto apprezzata...