Arcobaleni appesi
Pier Giorgio Cadeddu
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Sogni anneriti di un’aria umida e solitaria
Inermi a riscaldarsi sopra i muri tiepidi,
quando sale la vita dove si conserva il sale
e scendono rivoli di colore pallido nelle piaghe di cielo:
come mi appare immensa questa terra dove nascono fiori e minuti,
e gli arcobaleni di uomini richiamano saperi di pietra intagliata
a mostrare la distesa incauta per occhi ancora incerti nel sapere.
Qualsiasi domanda è fuori luogo e improvvida
di una follia ancora inarrestabile di un verde totalitario;
esplode timido uno stanco futuro di foglie
lucore pellegrino sui rami cipressini,
frutti acerbi di un’estate in promiscuità dell’inverno
celati come doglie dietro un ombroso pensiero.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Che bella!!! (Patrizia Ensoli)
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